MERLINO

La figura di Merlino, come personaggio letterario, venne introdotta nel XII secolo da un certo Goffredo di Monmouth (autore che, tra l'altro, fu il primo a parlare anche di Re Artù nei suoi libri). L'opera di Goffredo di Monmouth si intitola "Historia Regum Britanniae" e contiene un resoconto della storia britannica dalle origini (che l'autore fa ritiene vadano ricercate in Bruto, discendente di Enea) al XII secolo. Merlino, figlio di una virtuosa principessa e di un Demone, o di un incubo, o di un diavolo (ipotesi, quest'ultima, promossa da Robert de Boron), cominciò a manifestare le sue doti magiche sin bambino. Nel V secolo, Vortigern, re di Britannia, stava cercando di edificare una torre ma invano. Qualunque lavoro compissero i muratori, esso veniva completamente distrutto durante la notte. Assolutamente disperato, Vortigern si consultò con i più illustri maghi di corte che, all'unanimità, gli suggerirono un rimedio: per non far crollare la torre i muratori avrebbero dovuto rafforzare la calce col sangue di un bambino che avesse un genitore non umano. Inutile dire che la scelta ricadde su piccolo Merlino. Egli, però, prima di lasciarsi catturare spiegò agli inviati del re che la torre non era stabile perché il luogo su cui poggiava giaceva al di sopra di uno stagno sotterraneo, dimora di due draghi. Dopo aver scavato e prosciugato lo stagno, gli inviati del re rimasero stupiti: ciò che avevadetto il piccolo Merlino si era rivelato vero. Morto Vortigern e divenute famose le doti magiche del piccolo bambino, Merlino venne chiamato a corte dove assunse il ruolo di "consigliere del re". Il primo re per il quale "prestò servizio" fu Aurelio. Egli aveva brame di grandezza e di potenza e, per questo, chiese a Merlino di realizzare un magnifico monumento. Merlino scelse accuratamente in Irlanda dei giganteschi monoliti e, resili leggeri con un incantesimo, li trasportò fino in Britannia dove li dispose in cerchio. Fu così che, secondo la leggenda, fu fondato il complesso di Stonehenge.

Nel V secolo, Vortigern, re di Britannia, stava cercando di edificare una torre ma invano. Qualunque lavoro compissero i muratori, esso veniva completamente distrutto durante la notte. Assolutamente disperato, Vortigern si consultò con i più illustri maghi di corte che, all'unanimità, gli suggerirono un rimedio: per non far crollare la torre i muratori avrebbero dovuto rafforzare la calce col sangue di un bambino che avesse un genitore non umano. Inutile dire che la scelta ricadde su piccolo Merlino. Egli, però, prima di lasciarsi catturare spiegò agli inviati del re che la torre non era stabile perché il luogo su cui poggiava giaceva al di sopra di uno stagno sotterraneo, dimora di due draghi. Dopo aver scavato e prosciugato lo stagno, gli inviati del re rimasero stupiti: ciò che avevadetto il piccolo Merlino si era rivelato vero. Morto Vortigern e divenute famose le doti magiche del piccolo bambino, Merlino venne chiamato a corte dove assunse il ruolo di "consigliere del re". Il primo re per il quale "prestò servizio" fu Aurelio. Egli aveva brame di grandezza e di potenza e, per questo, chiese a Merlino di realizzare un magnifico monumento. Merlino scelse accuratamente in Irlanda dei giganteschi monoliti e, resili leggeri con un incantesimo, li trasportò fino in Britannia dove li dispose in cerchio. Fu così che, secondo la leggenda, fu fondato il complesso di Stonehenge. Morto Aurelio, salì al trono Uther Pendragon. Egli si era follemente innamorato di Ygerna, già moglie del duca di Cornovaglia Garlois. Il marito, venuto a conoscenza dell'invaghimento (?) del re, rinchiuse la moglie in un castello ed arruolò delle guardie affinché nessuno, escluso lui, vi potesse accedere. Merlino, allora, decise di far assumere a re Uther le sembianze di Garlois di modo che le guardie, quando lo videro al portone del castello, lo fecero entrare. La stessa Ygerna venne ingannata. Quella notte fu concepito Artù, figlio di Uther Pendragon e Ygerna, erede al trono del regno di Britannia. Alla morte del vero Garlois, Uther ed Ygerna convolarono a nozze. Ma Merlino è soprattutto famoso per essere stato consigliere, indovino, mago ed educatore del grande Re Artù. Egli ne curò la preparazione militare e culturale e, quando Artù compì 15 anni, gli donò la leggendaria Excalibur. Grazie a tale, invincibile spada Re Artù vinse tutte le battaglie e rese inespugnabile la fortezza di Camelot. Morto Arù non si sa di preciso che fine abbia fatto Merlino ma esiste un particolare interessante: in nessuna delle versioni conosciute si parla della sua morte. La versione più conosciuta è quella secondo la quale egli si innamorò della maga Viviana, la Dama del Lago. A lei svelò tutti i suoi segreti magici. Servendosi di tali informazioni, Viviana gli gettò un incantesimo che lo imprigionò per sempre nel tronco di una quercia. Goffredo di Mornmouth, invece, narra che Merlino, dopo la dipartita di Artù per l'isola di Avalon, divenne re di un paese del Galles. Alla morte dei fratelli, scappò in una foresta dalla quale non tornò mai più, nonostante le sollecitazioni della sorella e dei nobili che volevano che riprendesse il comando del regno.

Ma Merlino è esistito veramente?

Goffredo di Mornmouth affermava di essersi basato, nel comporre la sua "Historia Regum Britanniae", su un antico libro gallese, del quale non fornisce indicazioni. Pare, però, che per la figura di Merlino si ispirò alla mitologia celtica e , più precisamente, al bardo Myrdinn, il cui nome latinizzò in Merlinus. Per quanto riguarda le sue attività magiche, Merlino potrebbe essere rientrato (sempre se fosse esistito) nella classe dei druidi. Egli presentava, infatti, caratteristiche peculiari di tale casta. Sacerdoti della società celtica, i druidi si servivano delle doti divinatorie e dell'arte magica del controllo delle forze della natura. Essi erano poeti e sapienti, depositari della tradizione, ovvero della storia e del mito. Come luoghi di culto prediligevano i boschi, le radure (che venivano chiamate "nemeton") e gli alberi che, nella loro elevazione verso il cielo, simboleggiavano il contatto tra l'umano ed il divino, tra il naturale ed il soprannaturale. Merlino, quindi, potrebbe essere esistito veramente e non ci meraviglieremmo di certo se fosse stato un druido. Le fonti letterarie lo descrivono, infatti, come un uomo di corte che, quando era possibile, ritornava sempre alla natura.

 

Bibliografia

Manuale per apprendisti maghi, A.Z. Kronzek e E. Kronzek

Graal, Anno III/ N°13- Gennaio/Febbraio 2005